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Che ne dite di una tenda da campeggio per la spiaggia?

Chissà se anche voi avete prima o poi desiderato di fare un bel campeggio al mare, in spiaggia con gli amici. Vi parrà forse e proprio opportuno e in tempo venire a parlare di tende da campeggio al mare quando infatti le vacanze estive sono (finalmente!) alle porte, anche se uno può pensare che ci si sarebbe dovuti premunire un po’ prima, anche se in realtà ancora si legge in giro che le offerte per le vacanze sia in luglio che in agosto non hanno l’intenzione proprio di smetterla di affollare le nostre caselle email. Comunque, io sono una che anche all’ultimo momento trova il tempo di prepararsi, e allora vorrei anche e ora parlare di tende da campeggio da portare per le mie vacanze al mare, là sulla spiaggia.

Comunque voi credo che siate in pieno accordo con me, e credo poi in specie i ragazzi, sul fatto che quando si va al mare non si possa fare altro che e se non fare il bagno, più che dormire, ma anche festeggiare. E anzi, sia necessario come e anche attaccare in modo e maniera più forte tutto quanto si possa coinvolgere nel mondo e nel gruppo anche qualche bel festeggiamento serale con gli amici, e magari anche e pure un bel bagno di notte nel mare.

E comunque sia, io mi sono un po’ persa nei meandri delle informazioni a cercare e cercare e poi e ancora cercare qualche offerta o qualche bella occasione di vacanza in tenda da campeggio per prenotare sotto costo un soggiorno di questo tipo per questa estate, e mi sono trovato in grande difficoltà: mi sembra proprio di non sapere dove io debba mettere le mani in questo posto, o ancora come sia possibile trovare e rilevare una ottima soluzione di compromesso tra prezzo e qualità.

Di mare, di sole, di divertimento e di amici!

Ma allora e dunque come sia mai possibile io mi chiedo ottenere una buona soluzione per dormire in spiaggia al sicuro con gli senza troppo spendere… e la soluzione della tenda da campeggio da montare per una notte in spiaggia, se la legge lo consente, che io vorrei e preferire, dato che e in specie si trovano i maggiori problemi quando si parla di affrontare questo o quel problema o questa o quella questione di dentro o di fuori anche e pure qui in Italia.

Cosa non si fa per viaggiare

Avevo sempre pensato che, una volta che me ne fossi andata in pensione, avrei viaggiato in lungo e in largo per l’Europa e il mondo, recuperando in un certo senso quello che non avevo potuto fare nei miei primi 60 anni di vita. Veramente pensavo che in pensione ci sarei potuta andare un po’ prima: insomma, 40 anni di lavoro mi sembravano sufficienti, ma evidentemente il mio apporto alla società non bastava ancora. Per farla breve, sono riuscita ad andare in pensione solo a 63 anni. Ancora in forma, ma senza avere più quella voglia smaniosa di vedere e di conoscere che mi aveva accompagnata nella prima parte della mia vita, e che dovendo ricacciare indietro mi aveva reso (ora devo ammetterlo) abbastanza amareggiata e lamentosa.

Una persona non troppo piacevole da avere intorno, insomma. Sposata e divorziata, senza figli, e oltretutto musona e scocciatrice: sì, non ero proprio una compagnia gradevole. Ma, avevo deciso, alla pensione sarebbe stato tutto diverso. Mi sarei divertita, avrei iniziato ad andare in palestra, mi sarei iscritta a qualche gruppo di amici dei musei o cose del genere e avrei viaggiato tanto, ovunque. Il mio più grande desiderio, infatti, era visitare tutti quei musei di cui avevo letto e che non avevo mai potuto vedere.

Ma non avevo fatto i conti con un problema che spesso, dopo i 50, si fa sentire: la salute. Non è che avessi sempre avuto una salute di ferro, ma insomma me la cavavo. Qualche problema alle anche (il mio lavoro sedentario come segretaria non mi aveva aiutato), qualche problema alla cervicale (ma chi non ce l’ha?), il fegato che va come gli pare e un noioso reflusso gastro-esofageo  (troppe ne avevo dovute inghiottire, durante il divorzio!). Ma tutto era risolvibile, a parte la mia annosa patologia alluce valgo. Chi ce l’ha, o ce l’ha avuta, sa quando possa essere dolorosa e invalidante, davvero ti impedisce di camminare e di stare comoda in qualunque tipo di scarpa.

Proprio quando ero pronta per affrontare il mondo, ecco che la triste realtà si frappone tra me e i miei sogni: l’alluce valgo non mi permetteva di camminare più di 30 minuti alla volta, per quanto facessi e volessi. Chiaramente ho provato di tutto, da terapie naturali ad agopuntura a shiatsu a plantari e cose del genere. Finalmente, ho preso in considerazione l’idea dell’operazione, perché davvero ero troppo rattristata all’idea di non poter fare niente di quello che avevo programmato. E pensare che io ero sempre stata impaurita all’idea delle operazioni! Ma mi avevano rassicurata, dicendomi che sarebbe stata in day hospital e fatta solo con l’anestesia locale. Avrei poi dovuto tenere il gesso per un po’, ma insomma sarei stata in grado di fare tutto da sola o quasi, senza aiuti esterni che io non volevo. E dopo avrei comunque dovuto eliminare le cause dell’alluce valgo, cioè avrei dovuto smettere di portare quelle scarpe strette col tacco alto che mi erano sempre piaciute… va bene, avevo detto. Qualunque cosa, pur di viaggiare e visitare! E poi, non si gira il mondo con le scarpe tacco 8!

Ora ho 75 anni e sono ormai 10 anni che mi sono operata. Posso dirlo? La migliore decisione della mia vita. E ogni anno mi faccio 3-4 viaggetti, stando attenta al budget naturalmente…

Sì, viaggiare…

Bene, un blog di arte e di didattica non può che essere anche un blog di viaggi. L’arte può venirti incontro grazie a televisione e internet, ma se vuoi ricevere un grande impatto, di quelli che ti asciuga la bocca e ti toglie la voglia di parlare, allora l’arte devi andare a incontrarla di persona.

Non sono ammessi racconti di terza mano. E non sono permessi intermediari. L’arte va affrontata di persona, andando a cercarla là dove si trova.

Come ho detto, per me arte è tutto quello che smuove qualcosa, dentro. Non c’è niente che smuova di più del viaggiare che infatti, per me, è in sé stesso una forma d’arte. E, badiamo bene, viaggiare non vuol dire andare in posti lontani o esotici, anche se è permesso. Viaggiare  è una condizione mentale, uno stato di grazia in cui siamo aperti verso l’esterno, pronti ad assorbire Continua a leggere

Gita alla scoperta di monumenti storici

Fantasticamente viaggiando a scuola, con i compagni, alla scopperta di musei, monumenti edifici, storia, in tutta allegria! La Gita scolastica rapprenderà un momento davvero entusiasmate per gli studenti, alle volte meno per gli insegnanti perché la gita scolastica può essere un vero momento di svago. E molto spesso gli insegnanti potrebbero perdere il controllo sui ragazzi.

Per prima cosa, ci ricordiamo delle nostre gite? Cosa ci ricordiamo di più? Insieme alle risate con i compagni, rimangono nella memoria pezzi di monumenti, edifici, statue, chiese qualunque cosa noi abbiamo visto che ci è rimasta nella memoria. Bene, si tratta di arte, ci ricordiamo tutto quello che ci ha particolarmente colpito, e molte volte si tratta di qualcosa di artistico.

Ovviamente le gite scolastiche hanno sempre uno scopo, non si tratta di una vera e propria giornata di svago perché generalmente si va a scoprire qualche luogo o a fare in giro alla città vicina per visitare i monumenti e i musei. L’arte oltre che ad essere un capolavoro è anche storia, storia che si vede, si può toccare, non sono solo libri, l’arte ha permesso alla storia di essere raccontata anche in un altro modo.

Un modo diverso, unico, di raccontare la storia. E la cosa migliore è che puoi ammirare questi capolavori tutti i giorni. Se hai la fortuna di essere nato in città come Roma o Firenze. Beh, in realtà tutta l’Italia e piena di storia dell’arte, per cui nelle tue gite forse troverai e scoprirai di avere cose bellissime vicino casa tua.

Tutti a San Patrizio!!

Mia zia mi ha raccontato che ha portato i suoi figli in gita a San Patrizio. Io non sapevo cosa fosse poi poco tempo fa, sono andata a fare un picnic in una casa in montagna vicino al paese dove abita una mia amica, cosa scopro? San Patrizio, un posto magico, monastero vecchissimo, un opera d’arte che al suo interno custodisce due cappellette dipinte da affreschi meravigliosi e completamente e divinamente conservati.

Ma se ne possono scoprire moltissime anche con le gite scolastiche, e molte volte grazie alle spiegazioni dettagliate che si ricevono, si scoprono anche aneddoti sorprendenti dietro la storia di una costruzione, perché in realtà l’arte nelle storia tende a rappresentare esattamente la realtà di quell’epoca senza compromessi, e in questo modo si può davvero capire molto di più della varie epoche storiche.