 Alveare sulla facciata dell'edificio sede della Cassa di Risparmio di Città di Castello.
Le api sono simbolo dell'operosità e del risparmio.
 Facciata graffita su cartoni di Giorgio Vasari. I Vitelli rappresentavano l'emblema della omonima famiglia, proprietaria del palazzo.
 Emblema del casato Bufalini, sito sopra l'altare di famiglia.

 Battente di una delle abitazioni che si affacciano sulla via.

 Particolare della facciata graffita su cartoni di Giorgio Vasari.
 Particolare della cornice del portale laterale del Duomo superiore

 Monumento dedicato al giorno XI Settembre 1860, giorno della Liberazione di Città di Castello dal potere dello Stato Pontificio per opera del generale Fanti.
 Stemma in ceramica della Famiglia Cerboni, posto sull'altare di famiglia.
 Emblema della famiglia Bufallini, scolpito sulle finestre del palazzo di famiglia.
|
|
LA SEDE DELLA CASSA DI RISPARMIO
Il Palazzo fu costruito all'inizio del 1900 nel corso del rifacimento della piazza detta "di sopra", l'attuale Piazza Matteotti. All'epoca la parte della piazza che si trova oggi di fronte al palazzo della Cassa di Risparmio non esisteva. Vi erano al suo posto delle abitazioni e una chiesa, dedicata ai San Fortunato, edifici che vennero abbattuti, su incitamento della stessa cittadinanza, per consentire ai carri che portavano il grano al mercato che si svolgeva sotto le logge di Palazzo Bufalini di passare con meno impedimenti.
Fu in tale occasione che si diede il permesso alla Cassa di Risparmio di costruire in parte del nuovo spazio la propria sede.
L'edificio conserva all'interno una sala appartenente ad uno dei vecchi palazzi che qui si ergevano, che risale al periodo rinascimentale. Sulla facciata presenta varie decorazioni tra cui alcune rappresentanti api ed alveari, simboli del risparmio e dell'economia. | |
CHIESA DI SAN FRANCESCO
La chiesa di San Francesco, la cui costruzione risale al periodo compreso tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo, subì nel corso del tempo numerosi rifacimenti. Tra questi va ricordato quello avvenuto nel corso del 1700, quando, con l'avvento del nuovo stile Barocco, l'interno fu completamente "modernizzato" secondo lo stile dell'epoca.
Nel corso di tali modifiche anche i numerosi altari presenti all'interno della chiesa subirono evidenti trasformazioni. Gli altari, che appartenevano tutti a nobili famiglie locali, furono ricoperti con stucchi e abbelliti con pesanti decorazioni color oro. Tra questi, ricordiamo l'altare della nobile famiglia Bufalini, riconoscibile dai due stemmi dorati posti ai lati della cornice che si trova sopra l'altare. Il dipinto, che si trovava in origine entro la cornice, si trova oggi all'interno del Castello Bufalini di San Giustino, dove è stato portato secoli fa dalla stessa famiglia. | |
VIA MARCONI |
La via, che in origine si chiamava via San Florido, cambiò nome al suo tratto finale in epoca fascista. Nella via alcuni palazzi appartenevano a nobili famiglie. Qui, inoltre, hanno sede numerose costruzioni legate alla storia locale, quali il Monte di Pietà (monte dei pegni), e una dimora che la tradizione vuole abitata per un certo periodo da San Francesco d'Assisi. | |
MONUMENTO ALLA LIBERAZIONE
Città di Castello fu liberata dal potere dello Stato Pontificio l'11 settembre 1860, dalle truppe del generale Fanti. Per i tifernati, che da secoli vivevano sotto il potere della Chiesa, la liberazione fu motivo di grandi festeggiamenti e di rivalsa contro il potere ecclesiastico.
Il monumento che celebra questo episodio e che si trova in Piazza Raffaello Sanzio, fu realizzato da Elmo Palazzi, e rappresenta un uomo su un cavallo, simbolo della libertà riconquistata.
Nell'opera in origine si trovava anche una mitra papale, simbolo del potere ecclesiastico, posta sotto le zampe del cavallo vittorioso; ciò provocò numerose lamentele da parte del clero, senza che ciò portasse alcun risultato, finché una notte qualcuno la fece sparire. Nel calco originale dell'opera, custodito presso la Pinacoteca comunale, è ancora visibile la parte mancante. | |
CHIESA DI SAN FRANCESCO - ALTARE CERBONI
All'interno della chiesa di San Francesco numerosi sono gli altari che appartenevano a nobili famiglie. Tra questi vi è l'altare della nobile famiglia Cerboni, che risiedeva in un palazzo sito appunto in via Cerboni, nel centro storico della città.
All'interno dell'altare vi è un'opera robbiana risalente al XVI° secolo. L'opera, realizzata in ceramica, rappresenta l'episodio in cui San Francesco riceve le stigmate in località La Verna.
La cornice dell'opera è realizzata con gli elementi tipici della bottega robbiana, raffigurante fiori e frutta.
L'opera è completa di un gradino d'altare, raffigurante alcuni santi e lo stemma di famiglia. | |
PALAZZO LIGNANI MARCHESANI
Lungo il corso principale del centro storico di Città di Castello, Corso Vittorio Emanuele, numerosi sono i palazzi signorili di impronta tipicamente rinascimentale.
Uno di questi è Palazzo Lignani Marchesani, nobile famiglia locale, che conserva ancora intatto all'interno un bellissimo loggiato, disposto su tutti i piani del palazzo, e visibile dalla corte interna, che si affaccia su una piccola piazza.
Nella corte interna, oltre agli ordini di colonne ed archi, si trovano una fontana ed un pozzo ben conservati, e, sotto la loggia al piano terra, vi è posto il simbolo dei Lanari, o Lanaioli, antica corporazione di artigiani dedita alla lavorazione della lana. | |
|
|