Passeggini Leggeri

Ho sempre desiderato far conoscere l’arte ai miei figli, quando li avessi avuti. E con Marco, mio marito, nonostante i tanti litigi perlopiù per futili questioni, devo dire che questa cosa l’ho condivisa fino in fondo. Tanto che quando il nostro primo figlio aveva un anno abbiamo deciso di andare a Parigi portandocelo dietro e visitando tutti i musei che era possibile visitare. Come siamo andati? Ma in treno, naturalmente! Sì, sapevamo bene che andando in aereo avremmo risparmiato ben più di qualcosa, ma quella benedetta linea aerea low cost ci imponeva di mettere il nostro bellissimo passeggino leggero in stiva (visto che noi due volevamo viaggiare leggeri, solo col bagaglio a mano e… il nostro fagottino in braccio, naturalmente!), e per dire la verità, visto che l’avevamo comprato apposta per il viaggio dopo aver usato per un anno quello vecchio di mio nipote, ci scocciava non poco l’idea di buttarlo in stiva col rischio di vedercelo ritornare ammaccato o rotto.

Perciò treno. E abbiamo avuto la fortuna di prenotare uno scompartimento da  quattro dove siamo rimasti in due… più Gianluca, naturalmente, ma non è che occupasse molto spazio. Evidentemente la linea aerea doveva fare delle offerte particolarmente vantaggiosi, in quel periodo, perché non avevamo mai visto un treno così vuoto. Tutti i passeggini, quando vengono sistemati a dovere, sono eccellenti culle per far dormire i bambini, e il nostro Gianluca non fece eccezione e dormì per buona parte della notte, mentre Marco e io un po’ riposavamo e un po’ stavamo svegli, timorosi al pensiero di come nostro figlio avrebbe preso il suo primo viaggio lungo.

Arrivati alla Gare de Lyon, il giorno dopo, eccoci alle prese con le prime difficoltà di portare in giro un bambino piccolo. L’avevamo cambiato e lavato con le salviettine, questo sì, e gli avevamo fatto provare l’ebbrezza di fare colazione sul treno: ma mentre a noi sembrava davvero una vacanza, non posso proprio dire che lui avesse un’aria entusiasta… continuava a guardarci in cagnesco come se gli avessimo fatto qualche brutto scherzo. Ah, ma noi eravamo felicissimi! Oltretutto i passeggini leggeri tipo il nostro hanno una bellissima rete portaoggetti sotto il seggiolino, e nel nostro entrava addirittura il mio borsone floscio da viaggio, semivuoto di cose per Gianluca e basta – tutine, scarpe, giacchine, giochi eccetera eccetera – mentre Marco e io ci eravamo divisi il trolley. Quando si dice viaggiare leggeri, no?

Ma insomma, a Parigi tutti sembravano pieni di bambini piccoli! E dovunque andassimo potevamo godere delle comodità riservate ai passeggini (e alle sedie a rotelle): rampe dedicate, posti più larghi ai ristoranti, ingressi con sorrisi ai musei. Sì, perché Gianluca, una volta che si è reso conto che non poteva scappare, ha iniziato a godersela come un matto! E non c’era personale del museo che lui non riuscisse a incantare… una volta abbiamo avuto pure la guida gratis!