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Artea è una bambina proprio come ce ne sono tante; ha capelli neri, occhi chiari, un sorriso grazioso e disarmante, un naso né tanto piccolo, né tanto grande, una bambina come tutte le altre: come tuo figlio, come lo siamo state noi, come i tuoi allievi, i tuoi nipoti.
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Ma ha qualcosa di particolare, e si manifesta ogni volta che Artea parla… ogni sua frase, ogni parola termina con un punto di domanda.
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| Un grosso Punto di Domanda |  |
Nel paese di Artea non si è soliti parlare a vanvera, non si usa la parola per far vedere agli altri quante cose si sanno, non si gridano insulti o parolacce, non si fanno versi strani per copiare i cartoni animati, non si gridano in televisione i fatti propri… si parla solo per chiedere ciò che non si sa.
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| Nel paese di Artea non si parla mai a caso |  |
E’ un paese fantastico! Anche i grandi, le maestre, i genitori, non gridano mai, non dicono: “Insomma state zitti!”, “ Ma vuoi fare silenzio?!” “Mi volete ascoltare?!” “ Ma che domanda sciocca è questa?” perché non fanno mai lezione, ma “insegnano” soltanto ciò che interessa ai bambini, quello che loro chiedono.
Non spiegano, non salgono in cattedra e “bla bla bla bla” e dentro di loro dicono: “Ma come sono bravo! Quante cose conosco”
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| Nel paese di Artea i grandi non spiegano |
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...lì i “grandi” aiutano a capire e a conoscere, insegnando a leggere la realtà.
Consegnano, quindi, quegli strumenti che permetteranno al bambino di conquistare la conoscenza e non di “comprarla” già bella e confezionata come si fa con un prodotto del supermercato.
Il sapere così diviene il frutto di una costante e instancabile ricerca, di un chiedere sempre del Perché delle cose, di un non sapersi e volersi accontentare di una semplice e frettolosa risposta…
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Il sapere è ricerca Il sapere è conquista |
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E' un paese dove i grandi, non danno mai una risposta alle domande ma aiutano i bambini come Artea a trovare le risposte. Li aiutano con altre domande, con documenti da trovare e interpretare, con sollecitazioni all’osservazione. Il sapere così diviene conquista e ciò che si conquista diventa proprio e non si dimentica più: Artea non scorda tutto quello che conosce…
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Caro genitore e caro insegnante, sei pronto a metterti in gioco?
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 | Sei pronto a rispondere alle domande con le domande? |
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 | Sei pronto a creare i documenti adatti per far conoscere la realtà che ci circonda ad ogni nostra Artea? |
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 | Sei pronto ad abbandonare “lo spiegare” per consentire ad Artea di appropriarsi della conoscenza? |
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 | Sei pronto ad accettare che anche e soprattutto attraverso il “linguaggio” del gioco si apprende? |
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Già il gioco… il momento ludico…è questa la carta che noi vogliamo usare.
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Insegnare divertendo.
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Educare alla conoscenza attraverso il gioco.
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