Didattica dell’arte

E’ da poco tempo che sono tornata a scuola. Sì, a 50 anni suonati, sono lieta di informare il mondo e i parenti tutti che io sottoscritta, Simona Palermo, sono iscritta alla prima superiore. Sento già i pfui e i mmmmhhhh di disapprovazione: ma cos’ha quella che non può stare ferma, ma perché non controlla il figlio, invece, e quel marito che se ne va sempre in giro…

In realtà, la mia è stata una scelta ponderata e quasi inevitabile. Avendo fatto questo blog di mia iniziativa, che parla di arte e di didattica o di didattica dell’arte, o di arte didattica (as you like it!), l’unica cosa che potessi fare era andare e sperimentare di persona. Quindi mi sono iscritta alla prima classe serale del Liceo Artistico.

Premetto: amo l’arte, e vorrei che venisse insegnata  meglio e in modo più approfondito. Questo è il motivo principale del blog. Ma non sono un’artista e non lo sono mai stata, anche se da bambina disegnavo bene e cantavo. Ho un animo d’artista, questo sì. E, potendo scegliere tra lo starmene ad ammirare un tramonto (come in questi giorni più freddi, pieni di colori accesi e di nuvole grigie e rosa) e mettermi a pulire il bagno, non ho dubbi su quello che farei. Ma chi, sano di mente, avrebbe dubbi? Continua a leggere

Sì, viaggiare…

Bene, un blog di arte e di didattica non può che essere anche un blog di viaggi. L’arte può venirti incontro grazie a televisione e internet, ma se vuoi ricevere un grande impatto, di quelli che ti asciuga la bocca e ti toglie la voglia di parlare, allora l’arte devi andare a incontrarla di persona.

Non sono ammessi racconti di terza mano. E non sono permessi intermediari. L’arte va affrontata di persona, andando a cercarla là dove si trova.

Come ho detto, per me arte è tutto quello che smuove qualcosa, dentro. Non c’è niente che smuova di più del viaggiare che infatti, per me, è in sé stesso una forma d’arte. E, badiamo bene, viaggiare non vuol dire andare in posti lontani o esotici, anche se è permesso. Viaggiare  è una condizione mentale, uno stato di grazia in cui siamo aperti verso l’esterno, pronti ad assorbire Continua a leggere

La nobiltà delle favole della nonna

Perché le favole di mia nonna erano tutte su principesse e principi, re e regine, e giovani uomini e giovani donne bellissimi e poverissimi che grazie alla bellezza, alla grazia, alla bontà e, spesso, alla furbizia, riuscivano a salire nella scala sociale fino a raggiungere uno status nobiliare? Non ho mai avuto, da mia nonna, una fiaba che fosse meno che aristocratica. Anche se quasi tutte iniziavano nei modi più tristi e turpi, un po’ genere Piccola Fiammiferaia. “C’era una volta una povera bambina che aveva perso tutti e due i genitori e che viveva con una zia che la tiranneggiava. Le faceva mangiare croste di pan secco appena ammollate nell’acqua, e per condimento la fame”. Oppure, anche: “Era così povera, piccola bambina, che a malapena la pelle le copriva le ossa, e quanto tirava vento forte la zia le passava una corda alla caviglia e la assicurava a un anello di ferro nel muro, per essere sicura che gli spifferi che entravano dalle finestre non la facessero volare su per il camino”. Oggi, che sono più scaltra, mi chiedo come facesse ad essere pelle ed ossa visto che mangiava solo pane (anche se secco): io ora lo mangerei anche da solo, il pane, ma appena lo guardo ingrasso.

In casa mia tutti erano molto molto attenti al cibo. Mia mamma a volte ci augurava la guerra, dicendo: “Se venisse la guerra, come te la mangeresti la minestra! Di corsa, la mangeresti, e sono sicura anche a gambe all’aria”. Tutto questo per invitarci con gentilezza a finire il nostro pasto. Se per caso io o i miei fratelli non avevamo voglia di mangiare quello che c’era in tavola, un accenno alla guerra – e a come avrebbe cambiato per sempre la nostra percezione del cibo – non mancava mai. Di solito riuscivamo a cambiare discorso abbastanza velocemente, chiedendo spiegazioni e fingendoci interessati alla vita durante quel periodo (così nero e infame che quando andavo alle medie e si parlava di Medioevo… ecco, io lo immaginavo così) finché l’argomento non cadeva.

Ma la nonna no. La nonna, la guerra non la nominava mai. Per lei era bandita anche dalle favole.   E se le chiedevamo qualcosa, faceva un gesto come per cancellare la lavagna, girava la testa dall’altra parte e si zittiva. Noi non eravamo contenti, perché la nonna raccontava le fiabe più belle. Di solito, dopo gli altrui discorsi di guerra, le sue favole erano ancora più aristocratiche e ancora più piene di principi e principesse e re e regine.

La grande rinascita della padelle in pietra in Italia

rinascita delle padella in pietra

La padella in pietra è davvero un ottima sostituta all’alluminio ed altri materiali perché si tratta di una pietra metamorfica, che riesce ad accumulare moltissimo calore! Quando la utilizzerai capirai di cosa sto parlando. La pietra è anche uno dei modi più uniformi per cucinare e non ti serviranno condimenti, il calore della pietra la rende antiaderente, e infatti io non utilizzo mai niente. Esistono anche delle piastre, che permettono di cucinare anche la piastra, e puoi fare ottimi bbq per te e tutta la tua famiglia! Questa pietra e principalmente costituita da talco e magnesite, che sono davvero resistenti e distribuiscono il calore uniformemente.

Certo ovviamente, ci impiega un pochino di più delle altre padelle per scaldarsi, ha bisogno di tempo, come nel raffreddarsi, i tempi sono più lunghi delle padelle normali. Soprattutto se si tratta del processo di raffreddamento non pensare assolutamente di metterla sotto l’acqua fredda, questo non va assolutamente bene per il mantenimento di padelle in questo materiale.

Stai sempre attenta, e puliscilo con attenzione, inoltre una volta pulito, andrebbe unta con olio d’oliva e lasciata così per un giorno. Questo darebbe la cosa migliore per mantenere le sue condizioni al meglio. Ovviamente, non puoi aspettarti il prezzo delle padelle di alluminio, questo materiale è anche più lussuoso oggi, quindi solitamente il prezzo di queste padella fa parte della fascia medio alta.

Cucinare senza grassi si può

Questa tipologia di padelle ti permette anche di risparmiare sul detersivo, infatti si pulisce solo con acqua salata o aceto, e se proprio fosse sporca, puoi rimediare un raschietto, ne utilizzare detersivo, non ne hai assolutamente bisogno. Cucinare carne o pesce non sarà più semplice e salutare. Ecco il pregio preferito di questo accessorio per cucina e la sua capacità di poter cucinare nella maniera più salutare possibile, senza grassi, meraviglioso.

Puoi cucinare in maniera uniforme e sai che stai utilizzando un materiale naturale che non rilascia nessun tipo di sostanza chimica, si tratta davvero di un ritorno ai vecchi tempi, per riacquistare in salute. Consiglierei questo metodo per cucinare a tutti, anche se mi tendo conto dei processi diversi per il lavaggio e trattamento, ma se si fa per il gusto ed il benessere ne vale davvero la pena. Inoltre, le padelle in pietra diventano anche bellissimi ornamenti per la cucina, anche per il colore delle pentole o delle casseruole.

Arte dei trolley per essere comodi e funzionali!

trolley comodi e funzionali

Sono pronta per viaggiare, devo mettere le ultime cose in valigia e domani vado al mare! Prima di andare però ho deciso di scrivere due paroline sulla mia amata vali agita trolley che mi aiuta a portare tutte le cose con me da ormai molti ritmo tempo, non potrei davvero viaggiare senza la mia valigetta, e questa che ho adesso dura anche da molto tempo, se penso a tutte quelle che cambiato e tutte quelle che hanno perso le rotelline mentre ero impazzita perché stavo perdendo l’aereo.

O ancora quelle che mi hanno accompagnato nei viaggi più strani. Insomma, il mio trolley non mi lascerà mai, e io intanto mi sto facendo una vera e propria collezione. Ci sono in genere due tipi di valigie – hard e soft. Per prima cosa i trolley rigidi, hanno un esterno rigido, non flessibile. Mentre, i Il trolley morbido è realizzato in tessuto e presenta un esterno flessibile.

C’è spesso una percezione che le valigie rigide lati siano più durevoli delle valigie morbide ai lati. Tuttavia, il test di laboratorio per valigie, per un certo numero di anni ha dimostrato questo non è il caso. I miei risultati mostrano che le migliori valige per la durata possono essere sia morbida o rigida. Qual è il miglior tipo bagagli per voi dipenderà dalle vostre esigenze individuali. Qui ci sono alcuni pro e contro di ogni tipo di valigia per aiutarvi a prendere una decisione.

Trolley morbido o rigido?

I bagagli rigidi, sono in grado di offrire una maggiore protezione agli oggetti fragili, inoltre tendono ad essere più resistente all’acqua. Aumento del numero di opzioni leggeri disponibili. Anche il design e lo stile, sembrano più costosi, anche esteticamente e e vengono generalmente percepiti come più eleganti da alcuni viaggiatori. Dall’altra parte, la copertura rigida potrebbe graffiarsi facilmente, e anche la sua capienza non è come quella dal tessuto morbido, generalmente. E se la vuoi così, come una delle mie, sappi che costano molto di più!

E poi c’è il classico bagaglio a mano trolley morbido, creato da flessibile, che lo rende relativamente facile da riporre, la maggioranza di questa tipologia ha delle tasche che si alzano dando più capienza, quindi sono espandibili, sono sempre più leggere delle valigie rigide e anche più ergonomiche, di contro,possono facilmente bagnarsi, e se porti con te qualcosa di particolarmente fragile dovresti prestare più attenzione o incarnarono per bene.

Di volta in volta, anche io uso la centrifuga qua e là!

uso la centrifuga

Sapete voi che esistono certe centrifughe che hanno così tante funzioni da far perdercisi che manco si sa che cosa si sta facendo! Io ho provato a farlo andare in ogni sua funzione, ma, e che sia ben chiaro fin da qui, io non sono ancora riuscito a provare tutte le sue più singole funzioni, e sapete il perché: beh, è davvero ben semplice, in realtà, perché questa mia nuova centrifuga da cucina ha per davvero una marea di funzioni! E io credo che prima che potrò per davvero provarle e per davvero testarle tutte ci vorranno dei mesi e dei mesi di centrifugati di frutta preparati per me e per altri, sapete?

Però anche a questo punto della mia analisi, vi sarà oramai già parso come evidente verso che cosa si indirizzi la mia preferenza, ossia verso una comprensione del valore di un centrifugato di frutta in sé e per sé di quelle che sono le potenzialità nascoste di un oggetto che ha in sé così tante funzioni e non solo, ma che anche sia facile da usare e pratico da usare e magari pure e anche poco voluminoso ed estetico da vedere, insomma e che faccia anche bene alla salute, è chiaro se usato per bene. E va bene, siamo e sono forse un po’ pretenzioso, ma non mi pare che sia un reato fare sogni, e dunque sogno e sogno ancora.

Da questo punto di vista io penso che anche voi potreste cominciare a valutare e a prendere in attenta valutazione come quella che io so che viene chiamata multifunzionalità, e che in specie nelle cucine degli italiani possa essere una qualità o una caratteristica di per certo da non disprezzare, in quanto in pieno utile e opportuna anche ai fini del contenimento dei costi e del risparmio di spazio, e di tempo, e di soldi e di tutto quanto a ciò consegua, dopotutto.

E poi non si finisce mai di imparare, o no?

Che in effetti io penso che bisogna anche cominciare a ritenere e a riconoscere un occhio di riguardo a tutta quella ricerca e a tutta quella tecnologia che vuole spingere al futuro per renderlo multifunzionale, dato che questa io penso e ritengo e anche e però spero è la prospettiva tecnologica che può permettere di migliorare i risultati in cucina, che permetterà un parsimonia tanto in fase di generazione quanto poi e anche in fase di consegna e di consumo o di compera che sia o che dir si voglia.

Quanto è comodo il telefono cordless in casa propria!

telefono cordless in tutta casa

Ma dunque e a questo punto io mi chiedo cosa devo fare per poter correggere questo problema della comodità in casa mia, e poi anche e pure che cosa dovrei fare per oltrepassare ogni cosa e ogni condizione che si sia venuta a costituire in questa situazione, e che in fondo ho paura che possa avere brutte conseguenze sul mio relax in casa mia, e come voi ben potete sapere. E sia ben chiaro infatti e appunto allora che un posizionamento di un buon telefono cordless in casa mia, è molto difficile, ma molto ma molto utile.

Infatti, da questo punto di vista ecco allora quale sia tutto il problema in sé e per sé che io temo che questo possa avere delle conseguenze mica da poco e forse anche e pure brutte di una simile situazione complessiva, e lo sanno per davvero e proprio tutti e pure io in fondo visto che ho voluto dare una nuova svolta a questo argomento della flessibilità di movimento domestico che un telefono senza fili può offrire, e il cui acquisto è infatti e in tutto e per tutto da doversi valutare come una questione univoca e tutta propria anche al fine e al ruolo di alleggerire il nostro lavoro di tutti i giorni.

Io penso poi e dunque che forse quasi mi possa convenire prestare maggiore attenzione a dove mettere i miei nuovi telefoni cordless, e questo è anche e pure da dirsi in base al punto di osservazione che ci si può permettere di valutare del tutto e quindi e anche una realtà di ben molta più qualità, ossia tutto quanto ci si sarebbe aspettati in realtà ciò che dà e considera da un punto di vista economico. E infatti la situazione dei costi e dei prezzi di oggi deve essere comunque bene presa in valutazione.

Dove lo metto? Qui o là? E in quali stanze?

Di per certo non si può andare avanti con un telefono di quelli dei vecchi modelli e che non abbia più alcuna propria possibilità di dare il seguito a un arredamento e a un funzionamento funzionale, e il quale è necessario in modo da permettere di muovercisi in pieno relax ma anche e insieme e al contempo anche e pure di offrire un ruolo a dir poco utile in tema di utilizzazione in piena sintesi. E allora vediamo che cosa si può fare, se mi credete.

Che ne dite di una tenda da campeggio per la spiaggia?

tenda da campeggio in spiaggia

Chissà se anche voi avete prima o poi desiderato di fare un bel campeggio al mare, in spiaggia con gli amici. Vi parrà forse e proprio opportuno e in tempo venire a parlare di tende da campeggio al mare quando infatti le vacanze estive sono (finalmente!) alle porte, anche se uno può pensare che ci si sarebbe dovuti premunire un po’ prima, anche se in realtà ancora si legge in giro che le offerte per le vacanze sia in luglio che in agosto non hanno l’intenzione proprio di smetterla di affollare le nostre caselle email. Comunque, io sono una che anche all’ultimo momento trova il tempo di prepararsi, e allora vorrei anche e ora parlare di tende da campeggio da portare per le mie vacanze al mare, là sulla spiaggia.

Comunque voi credo che siate in pieno accordo con me, e credo poi in specie i ragazzi, sul fatto che quando si va al mare non si possa fare altro che e se non fare il bagno, più che dormire, ma anche festeggiare. E anzi, sia necessario come e anche attaccare in modo e maniera più forte tutto quanto si possa coinvolgere nel mondo e nel gruppo anche qualche bel festeggiamento serale con gli amici, e magari anche e pure un bel bagno di notte nel mare.

E comunque sia, io mi sono un po’ persa nei meandri delle informazioni a cercare e cercare e poi e ancora cercare qualche offerta o qualche bella occasione di vacanza in tenda da campeggio per prenotare sotto costo un soggiorno di questo tipo per questa estate, e mi sono trovato in grande difficoltà: mi sembra proprio di non sapere dove io debba mettere le mani in questo posto, o ancora come sia possibile trovare e rilevare una ottima soluzione di compromesso tra prezzo e qualità.

Di mare, di sole, di divertimento e di amici!

Ma allora e dunque come sia mai possibile io mi chiedo ottenere una buona soluzione per dormire in spiaggia al sicuro con gli senza troppo spendere… e la soluzione della tenda da campeggio da montare per una notte in spiaggia, se la legge lo consente, che io vorrei e preferire, dato che e in specie si trovano i maggiori problemi quando si parla di affrontare questo o quel problema o questa o quella questione di dentro o di fuori anche e pure qui in Italia.

Quale è il concetto di flessibilità e di telecomando unviersale?

telecomando universale flessibile

Ed ecco che arriva il giorno del compleanno di mio zio, e io mi sono trovato a dover comprare un regalo per l’arzillo anzianotto, che poi compie cinquantadue anni il mese prossimo. E allora ero qui che mi domandavo che cosa gli potessi comperare, anche se per il fatto che lui ha già una marea di aggeggi e ammennicoli vari sparsi qua e là per la sua casa: mi sembra quasi che abbia già tutto, e dal punto di vista della sua età che avanza allora io vi posso assicurare che ho avuto una idea quanto mai geniale! Gli ho comprato un telecomando universale, il quale infatti gli ha permesso anche e pure di acquistare un po’ di tempo per il suo stesso relax.

Ma poi mi è balzata in testa questa idea che gli avrei potuto regalare insieme anche la custodia antiurto per il telecomando universale. So infatti che la sua presa non è mica più quella che aveva un tempo, e dunque lui stesso infatti son ben certo che dovrà ringraziare ben presto e molto spesso questa custodia in gomma antiurto; quindi, io direi, è molto ma molto probabile che userebbe spesso questo telecomando universale migliore che io ho deciso di regalargli. Lo pensate anche voi oppure avete qualche altro e diverso consiglio da darmi?

Ma avete qui sotto comoda e immediata una apposita funzione per mandarmi i vostri pareri e le vostre opinioni, e una pagina apposita per i contatti dalla quale mi potete mandare in via dirette delle email. Quindi, vi prego, se avete altri consigli o altre consegne che vi sentite di darmi, allora inviatele e datemi una mano a trovare in questo gran brutto problema che è quello di scoprire quale sia allora il regalo migliore per mio zio.

E il guadagno di relax e riposo al massimo, lo sapete?

Comunque sia, visto che siamo già in tema, non siete mica in pieno accordo con me nel dire che questa storia dei regali che si ripete ogni anno e ogni altro anno ancora, di volta in volta, è una delle principali cause di ansia e di stress di tutte le nostre vite che ci affollano di giorno in giorno? Ecco che allora uno si deve sempre e comunque ricordare che cosa ha già portato in regalo a qualcuno, deve poi chiedere agli altri che cosa gli vogliano regalare.

Mio marito mi ha regalato un forno a microonde!

un ottimo regalo forno microonde

Giusto ieri ho frequentato un poco in giro per negozi e per la rete e mi sono trovato il modello sicuro e ottimo per me di forno a microonde. Io vi dico solo che dovreste proprio vederlo in azione: è di una accuratezza e di una capacità di scaldare e scongelare a dir poco eccezionali, e infatti stavo quasi pensando di cominciare a far girare in sé e per sé la voce sulla sua bontà. A sentire come lavora, poi, penso che potrà tenere bene ancora per molto e molto tempo, e con una garanzia tanto forte non credo neppure che avrei poi problemi nel caso contrario se non dovesse andare bene come io penso.

Ma comunque sia, ho trovato in giro per la rete qualche buon consiglio sui migliori modelli di forno a microonde che ci sono in giro e in movimento, in modo che ho potuto così e poi avere anche grandi e bei risultati poi in fase di loro utilizzo incessante e concentrato, e non solo da un punto di vista che è per poi così dire di primo acchito o di utilizzo sia in tema di scongelamento che di riscaldamento, che poi non è nemmeno la stessa cosa in sé e per sé ma che consente comunque di raggiungere tale risultato.

E da questo punto in avanti io penso che la vostra stranezza abbia fatto un gran bel salto in avanti, o non pensate pure voi? Io credo che una concentrazione che sia mirata tanto al fai da te quanto al lavoro inteso come attività da esperto che deve usare di volta in volta e di giorno in giorno un forno a microonde… beh, deve prenderne uno bello e funzionante a dovere, non credete! Se si è cuochi e si usa un forno a microonde, insomma, tanto vale prenderlo di ottimo valore!

Giusto il tempo di scartarlo

Ve lo devo dire qui e ora e subito e fin da ora in poi: il forno a microonde che mio marito mi ha regalato in questo modo è una figata pazzesca! Io spero che anche voi riuscirete in questo modo a trovare quello che fa più per voi e a usarlo dunque non appena vi verrà spedito e recapitato a casa e tutto questo oltretutto con la massima ma massima per davvero comodità, e magari pure con una bella spedizione gratuita. Fatevi un bel regalo, io penso che lo meritate!

Corso di cucina giapponese

corso di cucina giapponese

Nell’ottica di imparare qualcosa di nuovo e possibilmente di gustoso, vorrei segnalare a tutti la possibilità di fare un corso di cucina giapponese.  Soprattutto se piace il pesce crudo, naturalmente, e avete la possibilità di procurarvene di fresco. Sono stata recentemente a una dimostrazione gratuita e sono rimasta ESTASIATA!!! L’eleganza dei movimenti, il bagliore morbido dei coltelli in ceramica che sembrano l’equivalente moderno delle katana dei secoli passati, l’arte del sistemare i cibi. Sì, proprio di arte si tratta, e sfido chiunque a dire il contrario. Ammetterò che gran parte del fascino, per me, è data dall’uso dei coltelli: ne faccio collezione fin da quando ero piccola, e ne ho una quantità – dal coltellino svizzero (il primo che mi è stato regalato) al set coltelli in ceramica che mio marito mi ha regalato il Natale passato, passando per il classico Opinel, per la pattada sarda… eccetera eccetera.

Ma torniamo alla cucina giapponese. Qui è indispensabile l’uso di coltelli perfettamente affilati, altrimenti il pesce non può essere preparato come richiede la tradizione. Io non pretendo di imparare a preparare il sushi come fanno loro, sarebbe impossibile, anche perché vanno ad una scuola apposita e ci mettono anni per imparare a farlo così bene. Ma sarebbe una bella cosa anche solo apprendere un centesimo di quello che fanno, che poi ovviamente non è solo pesce crudo: non vorrei che coloro che non lo amano fossero tratti in inganno… si impara a fare un sacco di cose, dalle minestre al classico tempura (il fritto). Ma indubbiamente il pezzo forte è la preparazione del sushi, che non è solo pesce ma anche alghe e riso… e anche questi si impara a prepararli a regola d’arte.

Insomma, se avete voglia di cimentarvi in qualcosa di artistico e di nuovo, che metterà alla prova le vostre abilità manuali non meno che i vostri sensi (tutti!), provateci. In ogni città ci sono corsi di questo tipo di cucina, che è talmente diversa dalla nostra da impegnarci veramente sotto tutti i punti di vista. Una sfida per il nuovo anno, che ne dite?

Cosa non si fa per viaggiare

cosa non si fa per viaggiare

Avevo sempre pensato che, una volta che me ne fossi andata in pensione, avrei viaggiato in lungo e in largo per l’Europa e il mondo, recuperando in un certo senso quello che non avevo potuto fare nei miei primi 60 anni di vita. Veramente pensavo che in pensione ci sarei potuta andare un po’ prima: insomma, 40 anni di lavoro mi sembravano sufficienti, ma evidentemente il mio apporto alla società non bastava ancora. Per farla breve, sono riuscita ad andare in pensione solo a 63 anni. Ancora in forma, ma senza avere più quella voglia smaniosa di vedere e di conoscere che mi aveva accompagnata nella prima parte della mia vita, e che dovendo ricacciare indietro mi aveva reso (ora devo ammetterlo) abbastanza amareggiata e lamentosa.

Una persona non troppo piacevole da avere intorno, insomma. Sposata e divorziata, senza figli, e oltretutto musona e scocciatrice: sì, non ero proprio una compagnia gradevole. Ma, avevo deciso, alla pensione sarebbe stato tutto diverso. Mi sarei divertita, avrei iniziato ad andare in palestra, mi sarei iscritta a qualche gruppo di amici dei musei o cose del genere e avrei viaggiato tanto, ovunque. Il mio più grande desiderio, infatti, era visitare tutti quei musei di cui avevo letto e che non avevo mai potuto vedere.

Ma non avevo fatto i conti con un problema che spesso, dopo i 50, si fa sentire: la salute. Non è che avessi sempre avuto una salute di ferro, ma insomma me la cavavo. Qualche problema alle anche (il mio lavoro sedentario come segretaria non mi aveva aiutato), qualche problema alla cervicale (ma chi non ce l’ha?), il fegato che va come gli pare e un noioso reflusso gastro-esofageo  (troppe ne avevo dovute inghiottire, durante il divorzio!). Ma tutto era risolvibile, a parte la mia annosa patologia alluce valgo. Chi ce l’ha, o ce l’ha avuta, sa quando possa essere dolorosa e invalidante, davvero ti impedisce di camminare e di stare comoda in qualunque tipo di scarpa.

Proprio quando ero pronta per affrontare il mondo, ecco che la triste realtà si frappone tra me e i miei sogni: l’alluce valgo non mi permetteva di camminare più di 30 minuti alla volta, per quanto facessi e volessi. Chiaramente ho provato di tutto, da terapie naturali ad agopuntura a shiatsu a plantari e cose del genere. Finalmente, ho preso in considerazione l’idea dell’operazione, perché davvero ero troppo rattristata all’idea di non poter fare niente di quello che avevo programmato. E pensare che io ero sempre stata impaurita all’idea delle operazioni! Ma mi avevano rassicurata, dicendomi che sarebbe stata in day hospital e fatta solo con l’anestesia locale. Avrei poi dovuto tenere il gesso per un po’, ma insomma sarei stata in grado di fare tutto da sola o quasi, senza aiuti esterni che io non volevo. E dopo avrei comunque dovuto eliminare le cause dell’alluce valgo, cioè avrei dovuto smettere di portare quelle scarpe strette col tacco alto che mi erano sempre piaciute… va bene, avevo detto. Qualunque cosa, pur di viaggiare e visitare! E poi, non si gira il mondo con le scarpe tacco 8!

Ora ho 75 anni e sono ormai 10 anni che mi sono operata. Posso dirlo? La migliore decisione della mia vita. E ogni anno mi faccio 3-4 viaggetti, stando attenta al budget naturalmente…

Passeggini Leggeri

passeggini leggeri

Ho sempre desiderato far conoscere l’arte ai miei figli, quando li avessi avuti. E con Marco, mio marito, nonostante i tanti litigi perlopiù per futili questioni, devo dire che questa cosa l’ho condivisa fino in fondo. Tanto che quando il nostro primo figlio aveva un anno abbiamo deciso di andare a Parigi portandocelo dietro e visitando tutti i musei che era possibile visitare. Come siamo andati? Ma in treno, naturalmente! Sì, sapevamo bene che andando in aereo avremmo risparmiato ben più di qualcosa, ma quella benedetta linea aerea low cost ci imponeva di mettere il nostro bellissimo passeggino leggero in stiva (visto che noi due volevamo viaggiare leggeri, solo col bagaglio a mano e… il nostro fagottino in braccio, naturalmente!), e per dire la verità, visto che l’avevamo comprato apposta per il viaggio dopo aver usato per un anno quello vecchio di mio nipote, ci scocciava non poco l’idea di buttarlo in stiva col rischio di vedercelo ritornare ammaccato o rotto.

Perciò treno. E abbiamo avuto la fortuna di prenotare uno scompartimento da  quattro dove siamo rimasti in due… più Gianluca, naturalmente, ma non è che occupasse molto spazio. Evidentemente la linea aerea doveva fare delle offerte particolarmente vantaggiosi, in quel periodo, perché non avevamo mai visto un treno così vuoto. Tutti i passeggini, quando vengono sistemati a dovere, sono eccellenti culle per far dormire i bambini, e il nostro Gianluca non fece eccezione e dormì per buona parte della notte, mentre Marco e io un po’ riposavamo e un po’ stavamo svegli, timorosi al pensiero di come nostro figlio avrebbe preso il suo primo viaggio lungo.

Arrivati alla Gare de Lyon, il giorno dopo, eccoci alle prese con le prime difficoltà di portare in giro un bambino piccolo. L’avevamo cambiato e lavato con le salviettine, questo sì, e gli avevamo fatto provare l’ebbrezza di fare colazione sul treno: ma mentre a noi sembrava davvero una vacanza, non posso proprio dire che lui avesse un’aria entusiasta… continuava a guardarci in cagnesco come se gli avessimo fatto qualche brutto scherzo. Ah, ma noi eravamo felicissimi! Oltretutto i passeggini leggeri tipo il nostro hanno una bellissima rete portaoggetti sotto il seggiolino, e nel nostro entrava addirittura il mio borsone floscio da viaggio, semivuoto di cose per Gianluca e basta – tutine, scarpe, giacchine, giochi eccetera eccetera – mentre Marco e io ci eravamo divisi il trolley. Quando si dice viaggiare leggeri, no?

Ma insomma, a Parigi tutti sembravano pieni di bambini piccoli! E dovunque andassimo potevamo godere delle comodità riservate ai passeggini (e alle sedie a rotelle): rampe dedicate, posti più larghi ai ristoranti, ingressi con sorrisi ai musei. Sì, perché Gianluca, una volta che si è reso conto che non poteva scappare, ha iniziato a godersela come un matto! E non c’era personale del museo che lui non riuscisse a incantare… una volta abbiamo avuto pure la guida gratis!

L’arte delle pale eoliche

arte delle pale eoliche

Sono un sostenitore dell’energia alternativa, non solo perché penso che il genere umano debba terminare questo sfruttamento indiscriminato dei combustibili fossili, ma anche e soprattutto perché mi piacciono i cambiamenti che le energie alternative apportano agli ambienti naturali. Orrore!, dirà qualcuno. Vedere i panorami sfregiati da migliaia di pannelli solari, le creste delle colline colpite da pale eoliche come da dardi di qualche dio. Bene, a me piace. Trovo che le distese di pannelli solari abbiano qualcosa di alieno che rende, per contrasto, ancora più “terrena” la terra,  più apprezzabile nelle sue morbide ondulazioni e nelle fissità allucinate delle sue pianure. Non è forse vero che mentre guardiamo il nero dei pannelli solari la nostra mente trova refrigerio nei campi coltivati attorno, o nel deserto, o nelle distese verdi e lussureggianti così come nel bianco più assoluto dei ghiacci eterni?  Mi piace, mi piace proprio questa rottura netta tra l’umano e l’inumano, dove in realtà non si sa più cosa sia umano e cosa non lo sia: non sono infatti un prodotto umano, i pannelli solari, quando invece il mondo tutto intorno a non esserlo? L’energia delle pale eoliche io la sento allo stesso modo. Le vedo da lontano, ronzanti sentinelle che nella notte aprono il loro rosso occhio, parlando col vento e tacendo nell’immobilità. Avverto il fluire dell’energia eolica tra le pale, nel soffio pesante delle lame metalliche, nel loro suono cupo e cadenzato.  E’ un’arte che si muove, che vibra, che pulsa, che cambia l’ambiente. Ma è, sicuramente, arte.

Amo anche le dighe, i ponti. Che c’è, alla fine, di diverso tra questi e quelli? Tutti ci servono in qualche modo, tutti sono utili al genere umano. Ma siamo abituati a vedere ponti o dighe, mentre pale eoliche e pannelli solari sono nuovi e perciò strani ai nostri occhi. Ma i ponti e le dighe, le strade e le autostrade, hanno cambiato l’ambiente che ci circonda quanTo e più delle energie alternative… solo, li riteniamo indispensabili alla nostra vita e ai nostri movimenti, perciò ci passiamo sopra, sia realmente che metaforicamente.  Ma possiamo negare che ci siano ponti che sono vere e proprie opere d’arte? O strade che si snodano attraverso panorami bellissimi, e che quasi li accompagnano, e accompagnano il nostro occhio a vedere di più, e più lontano? Pensiamo, per esempio, al Pont du Gard: costruito dai romani, ora è un’opera d’arte e un miracolo della tecnica e dell’ingegneria dei tempi. Ma quando venne costruito non era forse un qualcosa che “deturpava” l’ambiente naturale, esattamente come molti, ora, percepiscono le pale eoliche o i pannelli solari? L’arte è solo una questione di punti di vista….

Arte-Didattica o Didattica dell’Arte?

Le due cose sono molto diverse. La prima faccia, quella a cui dobbiamo puntare noi italiani, dotati di un patrimonio artistico e culturale così vasto, è quella dell’arte che può essere insegnata. Ma si inizia dai 2-3 anni, con il gioco e la libera espressione, per continuare poi alle elementari e alle medie, dove invece ora l’espressione dell’arte è relegata a due sole ore la settimana. Del tutto insufficienti! Si può fare arte con tutto: con il sapone e le mollette da bucato, con la terra e i sassi, con lo spruzzatore (vuoto) del pulitore per i vetri e anche con un ferro da stiro con caldaia, se si vuole. Con la lavatrice e le tinture per stoffa si può insegnare ai ragazzini come fare dei bellissimi tessuti fantasia, con le erbe officinali e i fiori selvatici possiamo farle da soli, le tinture. E con la retina da mettere sui fornelli per salvare le pentole più delicate, e uno spazzolino, ecco creato un aerografo meraviglioso. Non perfetto, no, ma tanto più divertente da usare.

Con un ferro con caldaia, una arte o didattica?Dall’altro lato si parla di arte da portare al pubblico, da mostrare. Non per niente Didattica dell’Arte, anche come materia universitaria, si propone di assicurare una preparazione specialistica sia sulle tecniche di comunicazione che sui  metodi. In pratica si trasmettono competenze artistiche e professionali per permettere una  formazione per la comunicazione del patrimonio artistico e culturale. Cosa vuol dire? Vuol dire che c’è bisogno di professionisti che siano in grado, sia in senso educativo che prettamente divulgativo, di portare al grande pubblico l’arte e gli eventi artistici, che siano quadri o sculture o mostre o teatro o musica.  Gli studenti che frequentano un tale corso di studi potranno perciò acquisire una formazione per la gestione di spazi e modi per la trasmissione dell’arte a mezzo dei linguaggi e dei codici tipici dell’arte e dell’interpretazione dell’opera.  Un corso di questo genere dovrebbe essere formato da una parte teorico‐scientifica basata su  museologia, storia dell’arte, critica, insieme a discipline di contenuto strettamente  pedagogico‐didattico.   Ma niente di tutto questo potrà avere successo se non avremo insegnato ai nostri figli, prima, come FARE arte. Cominciando da piccoli e continuando da grandi, perché siamo immersi nell’arte… è solo che non lo sappiamo.

Arte come gioco: I più piccoli con l’arte

arte come gioco

L’arte può anche essere fatta diventare un gioco, soprattutto per i più piccoli. I bambini sono davvero fertili di immaginazione, e il loro mondo non conosce la parola IMPOSSIBILE, al massimo non in termini tipo NON È IMPOSSIBILE , allora tutto diventa possibile, e i mini pony cominciano a volare.

Che mondo meraviglioso, ed è proprio in quel momento, che il genitore dovrebbe incrementare la fantasia del bambini, si tratta di un per diodo molto importante perché si possono anche scoprire delle attitudini particolari del bambino, si tratta di una cosa davvero molto interessante da vedere.

Il bambino si sentirà anche libero di poter esprimersi come meglio crede, danzando, suonando o disegnando, anche i colori solitamente sono davvero importanti per la crescita. In realtà ci sono anche molti aspetti importanti a livello psicologico da considerare. L’arte per i bambini fa davvero bene e ti permette di poter davvero migliorare anche la socializzazione del bambino, quindi gli permette anche di comunicare meglio le sue emozioni, si tratta di aiutarlo a Migliorare anche il rapporto che ha con l’ambiente e a familiarizzare con utensili e pennelli, anche a colorare con le sue mani, quindi a conoscere anche meglio se stesso.

Si tratta di un modo anche per giocare con lui, perché in queste circostanze si sente completamente a suo agio con te e si tratta anche del momento nel quale si sente davvero molto libero di fare quello che vuole,quindi lascialo libero di creare e sperimentare come meglio crede. Il tuo bambino ti ringrazierà dimostrandoti quali sono le sue attitudini migliori, e tu potrai aiutarlo a coltivarle nel tempo.

La psicologia e l’arte

Quindi, si tratta di una vera terapia rivolta al miglioramento e allo sviluppo delle facoltà creative e immaginative del tuo bambino, anche se pensi che fa rumore con gli strumenti non sgridarlo, cerca di conoscere il suo ritmo, o se facendo così lui si diverte.

Certo, ovviamente non fare in modo che abbia cose che fanno molto rumore, troppo rumore, al contrario, fai in modo da capire come si sente ed incentivalo tutte le volte che ti dimostra di stare davvero bene. Dopo tutto si tratta solo di prendere un foglio bianco e un po’ di colori, o un vecchio tamburo o di accendere la musica e vedere come reagisce. Da genitore tu darai gli imput e lui ti ringrazierà dimostrandoti le sue doti innate!